la cataratta

La cataratta: disturbi, sintomi e cause nella società moderna


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La cataratta è un’opacità del cristallino dell’occhio, il quale perde la sua trasparenza, diventando continuamente sempre più bianco.

Il cristallino ha la forma di una lente biconvessa di consistenza elastica, ed è situata subito dietro l’iride, nello spazio che separa la camera anteriore da quella posteriore, e collegato tramite una piccolissima rete di fibrille (che nel loro insieme vengono chiamate “Zonula dello Zinn”), con il Corpo ciliare, una struttura che tra l’altro agisce come un muscolo.

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Al variare della forma del cristallino, prodotta dal corpo ciliare, variano le sue proprietà e quindi il suo potere ottico di mettere a fuoco oggetti posti a diversa distanza. Infatti, il corpo ciliare può, esercitando una trazione sulla zonula, modificare la forma del cristallino, cioè renderlo più o meno curvo, il cui movimento si traduce in una variazione del suo potere ottico, così da poter mettere “a fuoco” sulla retina immagini provenienti da vicino o da lontano.

Questo fenomeno viene chiamato accomodazione, mentre la diminuzione dell’elasticità del cristallino con l’età, e quindi la graduale riduzione di questo fenomeno, genera il problema della presbiopia.

Il cristallino ha la funzione di:

  • dirigere la luce esterna fino alla retina;
  • mettere a fuoco le immagini;
  • permetterci di avere una visione chiara nell’osservare un oggetto sia da lontano che da vicino.

Il cristallino è costituito essenzialmente da:

  • Acqua;
  • Proteine: sono coordinate in maniera da tener costantemente pulita la lente, oltre a permettere l’attraversamento della luce, ma purtroppo succede che con l’avanzare dell’età le proteine possono cambiare la loro disposizione e coordinazione causando appunto un annebbiamento che causa la copertura di una parte dell’occhio.

Mano a mano che il tempo passa, questo annebbiamento può ingrandirsi, favorendo l’espansione della cataratta e rendendo la visione degli oggetti più difficile. E’ bene tenere a mente che questo disturbo non avviene in maniera uniforme ed eguale in ogni soggetto, non provoca dolore nè è accompagnato da uno stato infiammatorio, mentre in rari casi può generare un glaucoma secondario seguito da dolore. In alcune tipologie, si è notato che la dilatazione cronica della pupilla (con fenilefrina al 2,5%) è utile per le piccole opacità lenticolari.

La localizzazione della cataratta può interessare diversi spazi:

  • Cataratta nucleare: questa forma di annebbiamento è la più diffusa ed è causata principalmente dai cambiamenti naturali del corpo dovuti all’età. In questo caso la cataratta crea dei nuclei al centro del cristallino (o lente) che nei primi stadi si manifesta sotto forma di leggera miopia;
  • Cataratta corticale: Questa forma di annebbiamento è più comune nei soggetti diabetici; In questo caso la cataratta si crea nella corteccia della lente, infiltrando stabilmente i suoi raggi dai bordi della lente fino al centro;
  • Cataratta subcorticale: questa forma di annebbiamento si sviluppa principalmente in persone con diabete, retina pigmentosa, ipermetropia acuta, oltre a chi fa un uso elevato di steroidi. In questo caso la cataratta inizia nella parte posteriore del cristallino ed influenza la vista in modo sproporzionato, poiché questa è localizzata al punto di incrocio dei raggi luminosi provenienti dall’oggetto osservato.

Questa classificazione in vari tipi non è solo accademica, ma i disturbi visivi sono infatti legati al tipo di cataratta.
Senza entrare in discorsi ed analisi troppo tecniche, faccio alcuni esempi:

  • i soggetti con cataratta prevalentemente nucleare: vedono in genere meglio la sera, quando col buio la pupilla si dilata e i raggi riescono a passare per la zona periferica del cristallino,  la quale è più trasparente.
  • i soggetti con cataratta corticale capita esattamente il contrario: vedono meglio di giorno quando, con la luce, la pupilla ristretta lascia passare i raggi luminosi solo per il centro del cristallino, il quale è più trasparente della periferia.

Esistono ovviamente infinite forme intermedie.

Anche la messa a fuoco del cristallino risente delle modificazioni indotte dalla cataratta, infatti con l’aumento delle opacità del cristallino aumenta anche il suo indice di rifrazione, cioè il suo potere come lente. A seconda delle zone del cristallino prevalentemente interessate, esso può aumentare o diminuire il suo potere diottrico.

Ecco qui alcuni situazioni meramente illustrative:

    • i soggetti con cataratta nucleare: tendono a diventare più miopi (o meno ipermetropi);
    • i soggetti con cataratta prevalentemente corticale: a diventare più ipermetropi (o meno miopi).
    • Un discorso a parte merita la cataratta subcorticale: può insorgere naturalmente ma anche in seguito all’assunzione di farmaci (ad es. cortisonici), od a malattie oculari.
      Tale cataratta insorge in un punto del cristallino molto importante, il punto nodale, dove convergono tutti i raggi luminosi provenienti dall’esterno prima di proiettarsi sulla retina.
      E’ intuitivo capire che anche una piccola opacità in questo punto crea grossi disturbi visivi, perché interessa pressoché tutti i raggi luminosi indipendentemente dalle condizioni esterne.

Ecco perché anche una piccola cataratta subcorticale può far vedere peggio di una cataratta cortico-nucleare anche avanzata ma omogenea.

Detto questo, l’annebbiamento viene suddiviso in 4 livelli di intensità:

      • lieve;
      • moderata;
      • marcata;
      • densa.

Questi livelli variabili di intensità, la sua localizzazione e i suoi effetti di annebbiamento, producono spesso disturbi variabili principalmente dovuti alle diverse condizioni di luce ambientale.

I sintomi e segni principali della cataratta

La comparsa di questo disturbo, in genere, viene segnalata di pari passo da alcuni sintomi, segni:

      • calo progressivo della vista: il quale avviene molto spesso in maniera lenta, per questo motivo il soggetto non lo nota o non gli da importanza, almeno non fino a quando questo disturbo non gli ostacola le normali attività o azioni quotidiane;
      • vista annebbiata o sfocata: ti accorgi che lo svolgimento delle normali attività quali il leggere, il cucinare, ecc, richiede una luce più forte, ma per quanto forte possa essere, la tua vista rimana appannata;
      • la guida di notte comincia a risultare difficile: ti accorgi che mentre il sole pian piano cala, e ti trovi ancora alla guida, le luci delle auto, e artificiali in generale, che vengono dal lato opposto ti abbagliano impedendoti di avere una visione chiara;
      • facilità nella vista da vicino: ad un certo punto si ha la percezione che gli occhiali da vista per la lettura non servano più, lasciando però inalterata la difficoltà di vedere lontano. Questo apparente beneficio va riferito al proprio medico;
      • visione di due oggetti: L’alterazione della densità dell’occhio accanto al cristallino, può favorire la comparsa di due immagini dello stesso oggetto (diplopia monoculare);
      • la riduzione della sensibilità nel riconoscere dei confini: Questa riduzione di sensibilità causa un deficit della capacità di identificare due oggetti simili ma diversi;
      • la luce del sole crea fastidio: ti accorgi che le normali passeggiate all’aperto richiedono l’utilizzo degli occhiali o lenti oscurate, perchè la forte luce del sole ti crea fastidi;
      • i colori non appaiono più nitidi e brillanti come prima: ti accorgi che i colori della natura non sono più così lucidi e brillanti, ma cominciano a diventare sfocati.

I segni indicatori qui sopra descritti purtroppo non possono rappresentare tutti i casi di cataratta, poichè non tutti i pazienti presentano i medesimi disturbi visivi alla manifestazione della cataratta, la quale è un fenomeno solitamente lento e progressivo, e causa dei disturbi in continua evoluzione, con il miglioramento o peggioramento della cataratta stessa.

Quali sono le cause della cataratta?

La teoria che ogni soggetto, con l’avanzare dell’età, sia destinato al vivere in compagnia del disturbo della cataratta è presa molto in considerazione nel mondo medico-scientifico, ed il fatto che il mondo occidentale stia invecchiando, rallentando la nascita delle nuove generazioni ed aumentando in maniera significativa la vita media, ha portato un forte aumento della popolazione in “terza età”, il che significa che moltissime persone al giorno d’oggi soffrono di questo disturbo.

Fino ad oggi la scienza moderna, ancora non è riuscita con chiarezza ad identificare la causa chiara del motivo per cui il cristallino si modifica con l’avanzare dell’età, dando origine alla cataratta; nonostante tutto però, dato l’accrescimento della frequenza di manifestazione, questo disturbo ha spronato gli studi scientifici, facendo in modo che molti ricercatori lavorino per riuscire ad identificare i principali fattori determinanti:

      • malattie come il diabete, ipocalcemia, galattosemia, malattie della gravidanza (che possono causare cataratte nei neonati), ecc;
      • l’avanzare dell’età;
      • la potente azione ossidante dei radicali liberi;
      • il protrarsi dell’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche ed altre tipologie di radiazioni;
      • il protrarsi dell’esposizione ai raggi ultravioletti;
      • l’assunzione di steroidi, diuretici e tranquillanti;
      • l’inquinamento atomosferico;
      • il fattore ereditario;
      • la complicanza di un trauma;
      • il fumo delle sigarette e il consumo di alcolici;
      • l’esposizione a metalli pesanti, ad esempio il piombo;
      • carenze vitaminiche.
Gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche e solari

Per quanto riguarda il fattore dell’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, ho un importante esempio che voglio citare:

      • Nel nord della scozia, c’è un villaggio isolato dalla civiltà, dove si è notata l’assenza della cataratta; per opera di successivi lavori di urbanizzazione è stata creata una centrale idroelettrica con il passaggio di cavi ad alta tensione. A distanza di tempo tra gli abitanti di quel villaggio, è comparsa la cataratta (sono ancora alla ricerca del nome preciso del villaggio in questione, quando lo troverò, posterò un articolo con tutti i particolari, per il momento alcune fonti di questa informazione sono state prese da questo documento medico.

Notevolmente sospetti e studiati sono anche i raggi ultravioletti, in particolare per tutte quelle situazioni professionali o geografiche in cui l’esposizione alla luce solare è elevata e protratta, oltre a tenere bene a mente che, in quota la protezione garantita dallo strato di ozono è molto inferiore e che gli annuvolamenti di limitata copertura, anzichè filtrare l’ultravioletto, lo riflettono, e quindi lo aumentano.
Ma il dato più preoccupante proviene dal cosidetto “effetto cumulativo” secondo cui gli effetti dell’ultravioletto verrebbero mano a mano immagazzinati, con la conseguente somma delle tante piccole lesioni molecolari che vanno a creare.

Secondo la metamedicina, qualè la causa di questo disturbo?

Secondo Claudia Rainville, la cataratta è un velo bianco che mettiamo inconsciamente sugli occhi per non vedere ciò che ci fa soffrire, come ad esempio il non voler più osservare il proprio viso che invecchia.

  • Che cosa trovo scoraggiante osservare e che preferirei non vedere?
  • Che cosa ritengo infelice nella vita e che mi fa stare in ansia per il futuro?

Per avere maggiori informazioni su Claudia Rainville, leggi la sua biografia nell’articolo:

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Al prossimo articolo!
Diego C.

 

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