Rosmarino verbenone Rosmarinus officinalis verbenone

Rosmarino verbenone

L’olio essenziale di rosmarino verbenone è noto per le sue proprietà rigeneranti e benefiche sul fegato. E’ inoltre un cicatrizzante e battericida, oltre ad essere un ingrediente dei trattamenti contro l’acne, l’eczema, le smagliature e le cicatrici.

E’ una pianta che da sempre è fonte di miti, leggende e tradizioni che hanno dato origine ad un gran numero di medicamenti. Il rosmarino con chemiotipo a verbenone, stimola la produzione e il flusso della bile nel caso di difficoltà digestive nel fegato e nella cistifellia. In ogni caso è sconsigliato un uso eccessivo, vista la presenza, come nel suo fratello chemiotipo a canfora, di chetoni.
Seppure esistano molte incertezze sull’origine del suo nome, gli etimologi hanno ipotizzato diverse teorie:

  • “ros”, rugiada e “maris”, mare: essendo una pianta tipica delle località marittime, riceve dal mare la sua umidità, la quale scende delicatamente appunto come delle gocce di rugiada;
  • “rosa”, rosa e “maris”, mare: rosa del mare, o marina;
  • Altri sostengono che il termine “ros” derivi da “rhus”, arbusto: vale a dire, arbusto del mare.

Bentornato caro lettore,

in questo articolo tratterò l’olio essenziale di Rosmarino verbenone: Rosmarinus officinalis sb verbenone.

NOTA: non comprare mai un olio essenziale basandoti unicamente sul nome in etichetta, ma controlla sempre che ci sia scritto il nome in latino come riportato qui, in caso contrario lascialo in negozio.

In questi articoli dedicati agli oli troverai le caratteristiche principali, le loro composizioni, le loro proprietà, le loro indicazioni d’uso, e molto altro.

Bene, cominciamo…

La sua storia

Come veniva usato nell’antichità

La storia della pianta del rosmarino, nell’antichità, è sempre stata considerata più per il culto che per una forma medicamentosa, come testimoniano queste civiltà:

  • Gli egizi: Secondo la civiltà egizia, il rosmarino rappresentava il simbolo dell’immortalità, per questo motivo veniva utilizzato nei loro riti funerari posto nella mano del defunto per aiutarlo nel suo percorso nell’aldilà;
  • I greci: Lo consacravano ad Ade, fratello di Zeus e dio dell’oltretomba;
  • I romani: Anche i romani come gli egiziani, consideravano il rosmarino come simbolo dell’immortalità, con l’unica differenza che secondo la loro tradizione, veniva piantato sopra le tombe dei defunti, poichè credevano che avesse il potere di richiamare le anime.

L’ uso funerario del rosmarino si diffuse in gran parte del mediterraneo, per poi salire fino al nord europa. Oltre al suo significato di immortalità e rinascita, venne associato anche alla fedeltà e alla lealtà, oltre che alla cultura ed allo studio. Il suo profumo aiuta a potenziare la memoria e la concentrazione, motivo per cui si usava studiare tenendo un rametto di rosmarino sul tavolo.  In un editto di Carlo magno dell’812, si fa obbligo ai sudditi di coltivare nella loro terra del rosmarino, questo perchè si riteneva che il suo profumo contenesse l’anima della terra, oltre ad essere considerata una pianta dalle proprietà quasi miracolose, come citano i numerosissimi trattati scritti con lo scopo di esplicare tutte le sue proprietà. Tra le preparazioni più celebri ricordo “l’acqua della regina d’ungheria“, Isabella, che sotto le indicazioni di una ricetta donatale da un eremita, si fece preparare un distillato di fiori di rosmarino. Secondo le sue parole appunto, all’età di settant’anni, quest’acqua, applicata per uso cutaneo o come bevanda per uso orale, fu in grado di produrle un effetto così rinforzante e salutare che le restituì la vivacità e la bellezza giovanile, tanto che il re di polonia la chiese in sposa. Dato questo avvenimento, la ricetta si diffuse con successo in moltissime famiglie e corti d’europa, come trattamento per il corpo e lo spirito. Un altro incredibile preparato è quello noto come “l’aceto dei quattro ladri“, che fece la sua comparsa nella città di Tolosa durante l’epidemia della peste nel 1630. Questo preparato composto dagli oli essenziali di rosmarino, lavanda, salvia, cannella, timo, ginepro e cedro in una base di aceto e alcool, si dimostrò talmente portentoso da proteggere la salute di quattro ladri responsabili di molti furti nelle case degli appestati. Una volta catturati in flagrante, furono costretti a confessare la composizione di tale preparato, il quale divenne famoso e molto utilizzato nella prevenzione e nel trattamento di numerose infezioni.  Inoltre ulteriori conferme delle proprietà antisettiche del rosmarino le ritroviamo nelle procedure di prevenzione e trattamento disinfettante degli ospedali francesi del XX secolo, nei quali per lo scopo venivano bruciati i rami di rosmarino.

procedura di ottenimento

Come viene ottenuto l’olio essenziale di rosmarino verbenone?

L’olio essenziale di rosmarino verbenone viene ottenuto mediante la distillazione completa a vapore delle sommità fiorite.

Si presenta come un olio liquido chiaro, con una gradazione che può variare dal trasparente al giallo chiaro, con una profumazione tipica di erba fresca con una nota di floreale, e presentando una densità variabile compresa tra 0,90-0,93, con un punto di infiammabilità di 45 °C. composizione biochimica

Qual è la sua composizione biochimica?

Quella che ti sto per dare è una composizione biochimica generale poichè ogni pianta presenta dei valori leggermente differenti in base al terreno, alla concimazione, il clima, ecc, per questo motivo ti riporto una composizione media in ordina decrescente di percentuale dei costituenti più importanti:

  • Alfa-pinene – circa 37%;
  • Acetato di bornile – circa 8.5%;
  • Canfora – circa 7.5%;
  • Borneolo – circa 7%;
  • Limonene – circa 4.5%;
  • Verbenone – circa 4.1%;
  • Beta-pinene – circa 2.5%;
  • Linalolo – circa 1.7%;
  • Mircene – circa 1.2%;
  • Paracimene – 1.2%;
  • Canfene – 1%;
  • Terpinen-4-olo – circa 0.7%;
  • Geraniolo – circa 0.7%;
  • Terpinolene – circa 0.65%;
  • Gamma-terpinene – circa 0.6%;
  • Beta-cariofillene – circa 0.5%;
  • Alfa-terpinene – circa 0.3%.

proprietà principali

Lista delle proprietà principali:
  • Mucolitico: fluidificante per il muco;
  • Anticatarrale: previene o tratta alcune manifestazioni catarrali;
  • Regolatore endocrino: regola la funzionalità delle ghiandole o cellule corporee;
  • Antisettico: previene e combatte le infezioni;
  • Cardiotonico: regolarizza la funzionalità cardiaca;
  • Tonico: dona tono, forza e vigore all’organismo;
  • Espettorante: facilita e promuove l’espettorazione di secrezioni bronchiali;
  • Antireumatico: previene e tratta le manifestazioni reumatiche;
  • Antispasmodico: rimuove o mitiga gli spasmi della muscolatura liscia;
  • Diuretico: favorisce il processo di diuresi;
  • Colagogo: Aumenta e regolarizza la produzione di bile;
  • Digestivo: aiuta e favorisce la digestione;
  • Tonico della corteccia surrenale: tonifica la corteccia surrenale ed il suo funzionamento;
  • Sudorifero: sollecita la secrezione del sudore;
  • Stimolante circolatorio: stimola il funzionamento della circolazione sanguigna;
  • Cicatrizzante: favorisce la cicatrizzazione;
  • Tonico nervoso: tonifica il sistema nervoso ed il suo funzionamento;
  • Tonico sessuale: tonifica il sistema sessuale ed il suo funzionamento;
  • Emmenagogo non ormonale: stimola le mestruazioni naturalmente;
  • Antiossidante: ritarda o inibisce i processi di ossidazione della pelle;
  • Antiparassitario: combatte i parassiti.

Principali patologie trattate

Lista delle “patologie” principali per cui viene utilizzato in genere:
  • Sinusite;
  • Bronchite;
  • Asma; 
  • Congestione polmonare;
  • Patologie epatobiliari;
  • Drenaggio epatico; 
  • Epatite; 
  • Enterocolite virale; 
  • Leucorrea; 
  • Aritmia; 
  • Tachicardia; 
  • Depressione; 
  • Fatica nervosa; 
  • Acne; 
  • Seborrea;
  • Couperose;
  • Vene varicose;
  • Stanchezza fisica e mentale; 
  • Astenia mattutina;
  • Ipotensione arteriosa;
  • Depressione;
  • Apatia;
  • Carico intellettuale;
  • Convalescenza;
  • Cefalea;
  • Influenza;
  • Tosse;
  • Raffreddore;
  • Forfora;
  • Caduta dei capelli;
  • Capelli grassi;
  • Stasi circolatoria agli arti inferiori;
  • Cellulite;
  • Diminuzione del desiderio sessuale.

Precauzioni

  • Questo olio essenziale contiene chetoni (neurotossico e rischio abortivo ad alte dosi), quindi evita gli usi prolungati e le alte dosi senza il consiglio di terapeuta o senza ricetta;
  • Non utilizzare in gravidanza, in allattamento, su bambini, neonati e su persone epilettiche;
  • Non applicarlo troppo vicino agli occhi ed evitane il contatto con essi;
  • Durante il suo utilizzo, è bene farsi seguire da un terapeuta, se non si è in possesso di una ricetta;
  • Tienilo fuori dalla portata dei bambini;
  • Alcuni composti naturali di questo olio essenziale possono essere a rischio di allergie in soggetti sensibili (secondo il 7 ° emendamento della direttiva europea sui prodotti cosmetici (2003/15 / CE)): limonene, linalolo, geraniolo;
  • Come regola generale, fai sempre un test allergenico sul gomito, almeno 48 ore prima di utilizzarlo.

 

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Al prossimo articolo!
Diego C.

 

(fonte immagine: Foto scattata da noi)

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