Achillea moscata wulf.

Achillea Moscata

Achillea moscata wulf. Achillea Moscata Wulf.

L’achillea moscata è una delle piante maggiormente utilizzate dell’industria liquoristica, utilizzata come insostituibile e pregiato aromatico nei liquori di erbe, nel genepi, negli elisir medicinali oltre che negli amari digestivi e aperitivi. Descrizione della pianta L’achillea moscata vive nelle zone sassose e rocciose della regione alpina estesa dal Piemonte fino al Friuli in un’altitudine compresa tra i 1400 e i 3000 m.
Nonostante sia abbastanza comune, e queste informazioni non sono una vera e propria guida per la sua ricerca, non ti preoccupare, perchè a breve farò un video tutorial sul suo riconoscimento in natura, nel quale ti mostrerò tutti i passaggi che qui trovi descritti.

1. Il suo portamento:

L’achille moscata è una pianta erbacea sempreverde alta circa 10-20 cm contraddistinta da una radice sottile, dal fusto e peduncoli leggermente pelosi e caratterizzata da una forte profumazione conforata se stropicciata.

2. Le foglie:

Le foglie sono leggermente carnose di un color verde chiaro divise in tante lacinie lineari dal contorno ovale allungato. La loro superficie è ricca di ghiandole contenenti il particolare olio essenziale, il quale gli conferisce la loro caratteristica profumazione.

3. I fiori:

Le infiorescenze sono di color bianco composte da numerosi capolini riuniti in un corimbo, contenente 5-10 fiori, all’apice del fusto. 4. I frutti: Il frutto è rappresentato da un piccolo achenio semplice, senza particolari caratteristiche. raccolta e conservazione Dell’Achillea moscata si utilizzano 2 parti, vale a dire  le foglie e i fiori:

  • Le foglie: puoi raccoglierle da giugno in poi per tutto il periodo della fioritura, con l’unica accortezza di reciderle senza picciolo. Puoi utilizzarle fresche, ma in caso tu voglia conservarle per un lungo periodo, puoi essiccarle in un luogo ben areato fuori dalla luce diretta del sole, disponendole in uno strato molto sottile;
  • Le sommità fiorite: puoi raccoglierle all’inizio della fioritura, vale a dire in luglio-agosto, recidendole a qualche cm da terra. Puoi utilizzale fresche, ma in caso tu voglia conservarle per un lungo periodo, puoi essiccarle con le stesse modalità delle foglie, con l’unica variante di ricordarti di unirle in mazzetti.

Per conservare le varie parti, io, una volta essiccate, le macino e le ripongo in sacchettini di carta o tela. proprietà ed usi terapeutici I suoi principi attivi più importanti sono rappresentati da: La pianta:

  • olio essenziale;
  • sostanze amare.
1. Le sue proprietà:

Come dicevo nella descrizione all’inizio dell’articolo l’Achillea moscata viene utilizzata largamente come componente aromatico pregiato nell’erboristeria liquoristica, stimolando la produzione di succhi gastrici e di conseguenza l’appetito.

I suoi effetti inoltre agiscono sulla digestione e sui suoi fenomeni conseguenti quali l’alito cattivo, dolori allo stomaco e formazioni di gas intestinali. Sempre restando nel settore aromatico, viene utilizzata molto anche come correttivo casalingo del sapore degli infusi e dei decotti, dove si richiede o si desidera un gusto amaro pronunciato ma gradevole, aggiungendo piccoli frammenti di droga alla preparazione iniziale.

Ecco qui la lista delle sue proprietà:

  • Aromatica: sostanza o oggetto caratterizzato da un aroma proprio;
  • Aperitiva: Stimola la produzione di succo gastrico;
  • Digestiva: aiuta e favorisce la digestione;
  • Diuretico: favorisce il processo di diuresi.

Ecco qui invece la lista delle principali patologie trattate:

  • Digestione difficile;
  • Meteorismo;
  • Alitosi.
2. Gli usi terapeutici:

L’achillea moscata si utilizza per assunzione orale. Le ricette qui di seguito sono specifiche per le funzioni descritte, le altre proprietà sono blande e in ogni modo sono parte integrante di ogni preparazione.

L’assunzione per via orale: 

  • Per un effetto aromatizzante, amaricante, aperitivo e digestivo:
    fai un infuso con 3 g. di foglie o fiori essiccati in 100 ml di acqua, e bevine due tazzine al giorno, prima e dopo i pasti principali;
    oppure
    fai una tintura con 20 g di foglie o fiori essiccati in 100 ml di alcool a 50°, lasciandolo macerare per 10 giorni, dopo di che prendine un cucchiaino prima o dopo i pasti principali;
    oppure
    fai un elisir con 50 g di fiori essiccati in 800 ml di alcool a 50°, lasciandolo macerare per 15 giorni, dopo di che prendine un bicchierino dopo i pasti principali;
    oppure
    fai una tintura vinosa con 5 g di foglie o fiori essiccati in 100 ml di vino bianco con gradazione a scelta, lasciandolo macerare per 10 giorni, dopo di che prendine un bicchierino prima o dopo i pasti principali;

 

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Al prossimo articolo!
Diego C.

 

(fonte immagine: www.orthobionomy-lisanna.it)

3 pensieri su “Achillea Moscata”

  1. be puo essere …per quanto ne so per trattenere l’olio essenziale , quindi tutto il suo aroma l’estrazione se è stata fatta esiccare la gradazione è 60° , altrimenti meglio usarla appena colta, quindi fresca e qui dai 65 a i 70° perchè l’acqua al suo interno abbassa la gradazione di circa 5° .

    p.s. ovviamente questo è per ottenere gli amari

    nelle tinture idroalcoliche noto che molte hanno gradazione 55° immagino droga secca

    ma se fresca almeno 60° cosi che l’acqua al suo interno la porta a 55°

    tieni conto pero che queste informazioni te le lascio pero devi sapere che non uso alcool a 90°….solo esclusivamente grappa! ovviamente fatta fare apposta

    l’achillea moscata…la estraggo a 70° fresca cosi da ottenere clorofilla e aroma intenso..e il segreto no sta solo nella grappa ma in un metodo che penso in pochi usano…una volta i frati forse ancora oggi sperimentano …l’ho scoperto trovando informazioni su come in passato nelle alte montagne della valle d’aosta facevano ad estrarre l’artemisia jenepy…c’è un alimento che estrae tutto l’aroma prima di versare la parte alcolica…ovviamente si ottiene l’autentico elisir senza eguali..pure i Celti lo sapevano..ecco forse ce l’hanno tramandato e noi l’abbiamo dimenticato.

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